Itri, pittoresco borgo di antiche origini racchiude, in un’atmosfera di assoluta tranquillità, la storia e le vicende umane che si sono intrecciate nel corso dei secoli. Conosciuta come la Terra dei Briganti e di Frà Diavolo, l’origine del suo nome è ancora avvolto nel mistero, probabilmente legato alla voce latina “Iter” che significa viaggio, come quelli intrapresi lungo la via Appia dai corrieri romani che trovavano riposo e ristoro proprio nel paese dopo la tortuosa e faticosa salita nella gola di Sant’Andrea.
Il Castello è l’emblema architettonico e uno dei simboli iconografici più famosi del periodo Medievale intessuto di leggende, assedi e sanguinosi scontri, come quelli a cui furono sottoposti i Briganti le cui gesta sono racchiuse e custodite nel Museo a loro dedicato. Un piccolo paese dalla grande storia le cui ricchezze, fanno di Itri un vero e proprio “Museo all’aperto”.
Il Santuario della Madonna della Civita
Il Santuario della Madonna della Civita si staglia sul Monte Fusco (673 m.l.m.), detto della Civita. E’ come un balcone tra Ausoni e Aurunci con belvedere sul Tirreno.
Si trova dal medioevo al centro dei sentieri che conducevano al Golfo di Gaeta, alla Ciociaria, all’Abruzzo: le popolazioni di questi comprensori e regioni continuano da secoli a coltivare la particolare venerazione per la Madonna della Civita.
Nella zona di Itri è attestata la presenza di cenobi benedettini cassinesi. Un monastero (sec. XII) è ricordato alle falde del monte Civita, con il nome di val di Fellino (Figline).
Il monte della Civita acquisì importanza grazie alla venerazione del ritratto della Madonna Odigitria, che la tradizione volle attribuire alla mano di S. Luca evangelista.
Per un evento miracoloso il ritratto bizantino, forse scampato all’iconoclastia, come accadde per altri esemplari, fu rinvenuto su un leccio sul monte Fusco e da allora, forse prima del Mille, luogo e meta dei pellegrinaggi.

